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La Trebbiola: azienda agricola biologica tra le colline di Rivergaro

L’Italia è leader europeo nel numero di progetti agricoli condotti da giovani.

Negli ultimi cinque anni, infatti, il numero di imprese agricole gestite dagli under 35 è cresciuto del 14%, oggi sono oltre 55 mila.


Martino, titolare della Trebbiola, e Leonardo sono tra i precursori di questo questo movimento. L’Azienda, al decimo anno di attività, viene ufficialmente inaugurata nel 2011.

Loro come altri giovani, decidono di seguire un percorso preciso che mira alla valorizzazione del territorio, al rapporto diretto con i consumatori, alla sostenibilità e all’integrazione.


I nove ettari di terreno in località Bassano di Rivergaro, si affacciano sulla Val Trebbia e sugli Appennini liguri. Lontano da ogni forma di inquinamento primario, i campi e i vigneti sono fonte di prodotti biologici certificati.





Idee che prendono forma


La Trebbiola vanta oggi una filiera corta, nessun passaggio intermedio separa produzione e consumatore finale, tutto viene raccolto e lavorato in loco.


“Non è stato immediato arrivarci, mi dice Martino, abbiamo iniziato rivolgendoci ad agricoltori locali che potessero macinare il nostro grano per avere un prodotto finito.”

Oggi, anche grazie all’ottenimento di fondi europei adibiti allo sviluppo delle zone rurali, in azienda sono presenti una piccola cantina, in cui vengono prodotte circa tremila bottiglie tra Gutturnio, Merlot e vino bianco frizzante (60% Ortrugo, 40% Malvasia), e un mulino con macina di pietra, alimentato da energia rinnovabile.



Contro un’agricoltura monotona


I ragazzi della Trebbiola hanno deciso fin da subito di investire nella coltivazione di cereali e legumi. I chicchi, macinati interi, mantengono le fondamentali proprietà nutritive e vitaminiche anche nel prodotto finito. Le farine di mais, grano tenero, ceci e farro, le fettuccine e le penne, sono prodotti genuini specchio di una filosofia aziendale fondata sul connubio tra tradizione e innovazione.

Nell’ottica della sostenibilità tutti gli scarti della lavorazione vengono riutilizzati come mangime o come concime per il terreno.


Oltre ai cereali, ceci lenticchie e farro, anche biscotti “buonissimi” e i prodotti dell’orto, come pomodori, zucchine, fagiolini, melan