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Cerignale - Antico Borgo Medievale circondato da boschi e sorgenti.

Aggiornamento: 4 ott 2021

Cerignale è un borgo di origine medioevale dell'Alta Val Trebbia che sorge sulle pendici del Monte delle Tane, in una suggestiva conca boscosa. Il paese, infatti, è circondato da boschi di noccioli e faggi, e da un territorio ricco di sorgenti d'acqua, che nell'antichità alimentarono numerosi mulini, ancora oggi visibili.



La storia


Come in molte altre zone della Val Trebbia e del piacentino, anche le terre di Cerinialis furono sede di uno stanziamento di monaci dell'Abbazia di San Colombano, a partire dall'epoca longobarda.

A partire dall'XI secolo si ha notizia della fortezza di Cariseto, mentre è datata 1052 la concessione del feudo al Monastero di San Paolo da parte di Enrico III. Nel 1164, invece, fu Federico Barbarossa a concederla alla famiglia Malaspina, sotto il cui dominio rimase fino al XVI secolo. La tradizione vuole che nel 1176 lo stesso imperatore soggiornò nel Castello di Cariseto.

Nel '500 il feudo passò nelle mani di Gianluigi Fieschi, che fu coinvolto nella rivolta contro gli spagnoli e Andrea Doria, per cui il castello fu distrutto, e Cerignale passò sotto il dominio dei Doria per volere di Carlo V.

Visita a Cerignale

Nella piazza principale sorge l'antico Municipio, rimaneggiato in diverse occasioni, ed è visibile l'Affresco di San Carlo Borromeo. Inoltrandosi nel centro storico, che si distingue anche per le sue stradine pavimentate con sassi, si giunge alla chiesa di San Lorenzo, che risale al 1560, e il cui interno è impreziosito da affreschi di Giovanni Botti di Novara.

Luoghi da vedere sono anche l'Oratorio di Sant'Anna – che si trova nella frazione di Carisasca -, e l'Oratorio di San Carlo, risalente al 1622, nella frazione di Ponte Organasco. L'Oratorio di Sant'Agostino, invece, fu fondato nell'XI secolo, e i suoi resti sono visibili lungo il “Caminus Genuae”, la strada che raggiungeva Genova seguendo il corso del Trebbia. Poco più in alto, poi, sorge il tempietto votivo dedicato alla Madonnina della Val Trebbia, dopo la frazione di Ponte Orgnasco.

Nella frazione di Caminata, posta in posizione sopraelevata rispetto al centro di Cerignale, è visibile la Casa-Torre, detta Ca' Minata, che sorse come avamposto fortificato e punto di osservazione militare. Probabilmente, insieme alla struttura del castello, contribuiva alla difesa del territorio e della strada che collegava Ponte Organasco e Cerignale. La storia del piccolo centro è testimoniata in modo particolare dal Castello di Cariseto, risalente al X secolo. Dell'antica struttura, che sorge sulla sommità di uno sperone roccioso ed era dotata originariamente di due torrioni a base circolare, si conserva il muraglione centrale e i basamenti dei due torrioni, insieme ai camminamenti e una scala in legno. Poste come sono a picco su un orrido profondo 600 metri a picco sul torrente Aveto, le rovine del castello rappresentano un incomparabile punto di osservazione, da cui è possibile apprezzare lo splendido panorama, che spazia dalla Val Trebbia all'alta Valle dell'Aveto.


Degno di nota è anche l'Antico Mulino di Pian dei Mulini, la cui ruota è ancora funzionante, dotato di due macine per la lavorazione dei cereali e delle castagne. Il paese, inoltre, è percorso dai “bedi”, canaletti che raccolgono le acque che scendono dalle montagne circostanti, e che contribuiscono a determinarne il fascino e l'incantevole atmosfera d' “altri tempi”.


La valorizzazione di questo antico borgo si deve anche al lavoro svolto da Massimo Castelli, sindaco di Carignale - forte tra l'altro di una specifica formazione nell'ambito della valorizzazione e della divulgazione di comunità montane - nonché coordinatore nazionale dei Piccoli comuni dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani – ANCI. A lui si deve, tra l'altro, la realizzazione di un lavatoio pubblico in piazza Genti di Montagna e di un forno comune.

Il Borgo di Ponte Organasco

Nel territorio di Cerignale. una meta da prendere in considerazione è anche quella della frazione di Borgo di Ponte Organasco. Il piccolo centro medievale, che fu anche sede di una cella monastica, deve il suo nome all'omonimo ponte romano su Trebbia, nei pressi del quale sorse poi un monastero.

Si distingue per i resti del castello, ancora oggi visibili dopo che furono inglobati all'interno di alcuni edifici di epoca cinquecentesca. Da vedere anche l'Oratorio di San Carlo, del 1622.

Con le sue belle abitazioni in pietra a vista, il borgo