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Monte Penice, un'opportunità per la valle. Ne parliamo con Pietro Ercini

Aggiornamento: 20 feb 2023


Oggi incontriamo Pietro Ercini, imprenditore piacentino, uno dei soci fondatori e Presidente di Metronotte Vigilanza, nota Azienda che opera da ormai 11 anni nel settore della vigilanza e della sicurezza informatica.

Oltre ad essere un grande appassionato nonché maestro di sci, attualmente Ercini ricopre il ruolo di Vice Presidente del Piacenza SKI Team.

Nato dalla fusione dello Sci Club Monte Penice e lo Sci Club Libertas Bettola, il Piacenza SKI Team è diventato un punto di riferimento dello sci piacentino coinvolgendo famiglie, ragazzi e bambini dai 4 anni in su.

Oltre a questo Ercini è un grande estimatore della Val Trebbia, ed è anche per questo che ci siamo rivolti a lui per sapere la sua opinione, da sportivo e imprenditore, sulle potenzialità di crescita e di sviluppo della Val Trebbia in ambito sportivo.

La prima domanda che gli poniamo è: con il cambiamento climatico in corso come vede il futuro delle piste del Monte Penice, in prospettiva crede sia un problema o un'opportunità?

"Il cambiamento climatico è innegabile, ma proprio per questo dobbiamo guardare le cose con lungimiranza e in prospettiva. Se è vero che nevica e piove sempre meno frequentemente, è altrettanto vero che gli eventi climatici, quando ci sono, spesso sono estremi.

E questo è un primo punto.

Altro punto da tenere in considerazione è il fatto che se piove sempre meno il fiume Trebbia non potrà negli anni continuare ad essere una risorsa per il turismo in valle"

-E quindi?

"Quindi dobbiamo pensare a progetti alternativi con una visione del turismo diversa da quella fino ad oggi adottata.

Gli impianti del Penice sono dotati di nuovissimi cannoni sparaneve con tecnologie innovative, che consentono la conservazione della neve anche a temperature di alcuni gradi sopra lo zero termico.

-Con la carenza d'acqua però come si possono alimentare questi cannoni senza mettere in sofferenza le riserve idriche?



"Già qualche anno fa avevamo realizzato un progetto che prevedeva la realizzazione di un invaso per la raccolta dell'acqua piovana.

Questo invaso era destinato ad alimentare questi impianti senza gravare in nessun modo sulle forniture idriche destinate alle persone e all'agricoltura.

Il progetto per l'invaso era già stato approvato, anche se per vari motivi poi non è mai stato realizzato.

Oggi, con il verificarsi dei fenomeni estremi di cui parlavamo, sarebbe ancora più efficace.

Ma il progetto a cui avevamo pensato in realtà è molto più ampio. E oggi sicuramente i tempi sono maturi per realizzarlo.

Il Monte Penice è un angolo di appennino di rara bellezza, chi non c'è mai stato e chi non lo frequenta non può rendersi conto del fascino che hanno questi luoghi.

Questo territorio può offrire l'opportunità di praticare tanti sport, a qualsiasi livello, in un ambiente incontaminato.

Già oggi, oltre allo sci, si può praticare il trekking, andare in MTB o E-Bike, passeggiare a cavallo e inoltre, grazie all'associazione Progetto Penice, si pratica anche il Mountainboard e si possono noleggiare le motoslitte.

E poi, cosa non trascurabile, ci sarebbe la possibilità di realizzare una nuova pista da sci che dai 1460 metri della vetta scende per oltre un chilometro e mezzo.

Questa pista, tra le altre cose, sarebbe già stata omologata per gare internazionali e nazionali di slalom e slalom gigante.

Pensiamo poi a tutte le case abbandonate, e ormai fatiscenti, che troviamo salendo dal passo alla vetta.

Un rilancio del turismo ambientale e sportivo consentirebbe di recuperarle, realizzando ad esempio delle strutture ricettive.

Non dimentichiamo anche un altro aspetto che chi vive in pianura spesso non considera. Sulle colline della Val Trebbia non è affatto raro si verifichi il fenomeno metereologico dell'inversione termica, questo vuol dire che quando in città vi sono 3 gradi e la nebbia, in collina possono esservene anche 10 o 12 con un sole pieno. Se poi consideriamo anche la pessima qualità dell'aria che respiriamo nelle nostre pianure, viene facile immaginare che si possa pensare di incentivare le persone ad una salutare gita fuori porta, a tutto vantaggio della salute e dello spirito.


tramonto alla vetta del Monte Penice

Ricapitolando, questo progetto prevede la realizzazione di un vero e proprio comprensorio, da utilizzare per tante attività e tanti mesi all'anno, sostenibile sia a livello ambientale che economicamente.

Si potrebbero formare diverse figure professionali e opportunità di lavoro soprattutto per i giovani della nostra valle.

È certamente un progetto ambizioso ma non abbiamo inventato nulla di nuovo, basta aver girato un po', specialmente all'estero, per capire come si possono far funzionare le cose.

Dobbiamo guardare avanti e immaginare come vogliamo che sia la Val Trebbia tra 10 o 20 anni.

Se non vogliamo che si spopoli e i nostri giovani siano costretti ad andare a cercare opportunità di lavoro altrove, adesso è il momento di mettere sul tavolo delle buone idee e realizzarle".

Come non essere d'accordo con quanto esposto da Ercini.

Il progetto Valtrebbia Experience è nato nel 2015 per cercare di portare nuove idee e vedere la valle sotto una luce diversa, guardando al futuro e non solo al giorno dopo.

Ringraziamo Pietro Ercini e speriamo di riuscire quanto prima a concretizzare queste buone idee.


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