Villaggio neolitico di travo

Il Villaggio Neolitico di S.Andrea presenta una fitta rete di strutture abitative e funzionali ben conservate, parte delle quali ora mantenute a vista.

Nell’area archeologica indagata sono infatti stati consolidati, mediante opportuni materiali, le canalette perimetrali, a pianta rettangolare, di due delle sei capanne individuate in questi anni. Per la protezione di tali strutture sono state costruite delle coperture in legno con tetto a doppio spiovente, sormontato da un manto di canne di palude che riproducono stesse dimensioni e volumetria e gli stessi materiali delle antiche capanne. Nelle buche di palo, affiorate durante gli scavi, sono stati ricollocati nuovi paletti lignei in modo da poter descrivere al pubblico l’andamento originario di palizzate e recinti dislocati in diversi punti del villaggio. 

Presso il margine sud dell’area è visibile l’antico muretto di recinzione a secco in ciottoli e per la sua protezione è stata realizzata una copertura lignea con tetto in cristallo. 

Il percorso di visita è corredato da una serie di pannelli relativi alla storia del sito, alle strutture abitative e funzionali, ad approfondimenti sul neolitico italiano e locale. Dal 2010 sono visibili anche le ricostruzioni di alcuni edifici neolitici in scala reale, allestiti con materiali e oggetti copie di quelli realmente ritrovati in sito. 

 

All’interno del Parco vengono organizzati eventi “a tema” che ripropongono le arcaiche tecniche di lavorazione e di cottura dei vasi in ceramica, della scheggiatura della selce, della tessitura e della cottura dei cibi. Inoltre è possibile sperimentare i metodi di ricerca e di scavo archeologici in un apposito spazio di simulazione in cui sono state ricreate alcune strutture presenti nel sito di S. Andrea (buche di palo, pozzetti, forni). 

L’ingresso è costituito da un piccolo locale di accoglienza, dove sono collocati la biglietteria, il book-shop e i servizi.

Il Parco Archeologico Villaggio Neolitico di S. Andrea a Travo, voluto dalla Sopritendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, progettato dall’Arch. Riccardo Merlo, è stato realizzato grazie ai finanziamenti congiunti della Regione Emilia Romagna, Comune di Travo, Comunità Europea, Fondazione di Piacenza e Vigevano.



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